I Totem visti dal batterista.

Dopo circa 15 anni di musica insieme, è giunta l’occasione per descrivere quello che fino ad ora rimane un sodalizio che, solo con qualche pausa, continua sorprendentemente a riempire la nostra vita musicale.
Conobbi Andrea, quando sostituì il chitarrista nel gruppo in cui suonavo. Allora non ebbi la possibilità di identificare bene quello che era il suo temperamento e le sue attitudini musicali, per il fatto che eravamo alle prime esperienze sonore e per giunta inseriti in un gruppo dove, per così dire, la direzione artistica non era sotto il nostro controllo, eravamo in 5, con basso, batteria, più due chitarre e un sax.
Esiste però una storia (che è valsa per gli inizi dei Police) che dice che spesso un chitarrista dotato, raramente ama suonare in gruppo con un altro chitarrista.
Quindi quando il gruppo si sciolse, sulle sue ceneri, Andrea, io e Nicola, formammo un trio con chitarra, basso e batteria, dove provammo per la prima volta le dinamiche provocate dalla riduzione al minimo dell’organico che spinge ad un suono scarnificato ma che richiede anche una maggior padronanza dello strumento.

Fu allora che cominciai a conoscere meglio Andrea come chitarrista. Anche perché comprensibilmente si ritrovò ad avere la responsabilità armonica e melodica del gruppo.E in più si ritrovava come me di fronte ad una ampia libertà musicale, sul come e cosa suonare.Scoprimmo questo fare musica in tre, e vedevamo che il linguaggio era comune.Un’altra scoperta di quel periodo fu la musica dei Rush. Io conoscevo quelli di Moving Pictures e Permanent Waves, mentre Andrea quelli di Power Windows e Grace under Pressure.Allora abbozzammo qualche brano dei Rush e quando il bassista partì per il Giappone, con l’aspettativa di rimanerci 18 mesi, la voglia che ci era rimasta ci spinse a cercare un valido sostituto e la Provvidenza mise in contatto quella nostra voglia di continuare, con qualcosa che Mauro sentiva, sentiva che poteva accadere.
Accadde perché Mauro rispose alla parola "Rush" e quindi a noi che lo cercavamo.Per cui una sera di fine estate del 1990 ci trovammo per la prima volta a suonare e, l’inizio fu Tom Sawyer .Ricordo che fui pervaso dalla piacevole certezza che Mauro sapeva suonare.In più conosceva i Rush e li stimava quanto noi.Da qui abbiamo coltivato questa passione, pensando forse di essere nella migliore condizione possibile.
Andrea si ritrovò in un’altra situazione stimolante perché assunse definitivamente il ruolo di voce solista e quindi con la bella responsabilità di suonare e cantare. Cosa che bisogna provare per capirne la difficoltà.
Andrea e Mauro dunque s’incontrarono e adesso posso dire che hanno similitudini profonde.
Il loro contatto con la realtà non sembra mai viziato da aspetti umorali. Se vogliamo prendere il loro approccio musicale, sorprende la seria tranquillità che mantengono nell’analisi e nello studio delle soluzioni.
Questo atteggiamento di quieta determinazione è anche parte della loro espressività, che fa dell’ascolto e dell’osservazione, un metodo. Questa crea tra loro una comunicazione che è il cardine della produzione dei Totem.
Anch’io tendo, appena la situazione me lo permette durante le esecuzioni, a concentrarmi sull’ascolto e quindi penso che questo sia un aspetto comune, che permette uno sguardo più obiettivo alla qualità del suono.
Soprattutto per chi non ha molte occasioni per ascoltarsi in registrazione.